mercoledì 6 dicembre 2006

II - Casa dolce casa

I - II - III - IV - V - VI - VII - VIII

Cristiano suonò il campanello e aspettò.
Era stanco; il viaggio era stato uno strazio e il prete che gli aveva raccontato la parabola della pecorella smarrita era stato la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Nessun suono dall’interno. Poi l’inequivocabile rumore di quei passettini.
La porta si aprì.
“Diosantissimo, che brutta cera che hai!"
Cristiano sospirò.
“Ciao mamma.”
“Entra! Che fai lì sulla porta come un baccalà, sembri preso in prestito.”
Sì, sto bene anche io mamma…
Cristiano fece un passo avanti, ma la mano di lei lo bloccò:
“Fermo! Pulisciti le scarpe, eh! Bèlle ha dato la cera ieri e tu, Santodio, con quegli stivaloni infangati…ma da dove vieni?”
Cristiano ubbidiente strofinò le scarpe un paio di volte sullo zerbino ed entrò.
La casa era come sempre: pulita, ordinata e perfetta.
“Che poi, mi dico tutti giorni”, continuò sua madre chiudendo la porta, “ci sarà da fidarsi di Bèlle a lasciarla sola? In casa a pulire con tutti quei gioielli di valore e le pellicce che ho di sopra?”
La madre di Cristiano si fermò davanti allo specchio e si sistemò l’arzigogolata acconciatura che aveva in testa.
“Sai che la domestica di Teresa rubava??? La Teresa le ha teso una trappola. Ha lasciato 50 euro in giro e l’ha beccata con le mani nello zaino!”
“Nel sacco”, sussurrò Cristiano, “le mani nel sacco”.
“Come dici?”
“Niente”, rispose Cristiano ad alta voce scuotendo la testa.
“Valle a capire ‘ste filippine; le accogli in casa tua, ci dai ogni genere di comfort, compreso l’ultimo modello di aspirapolvere per pulire, e loro ti ricompensano in questo modo.”
Eh, sì…come non apprezzare un comfort come l’aspirapolvere!
“Dov’è la nonna?”, tagliò corto Cristiano.
“Santiddio, Cristiano, sei come tuo padre! Non si può fare un discorso serio con te che ti irrigidisci e cambi argomento”.
Cristiano la ignorò. Era l’unico modo per difendersi dalla ex signora Bonfanti, tornata Elmetti ormai da 15 anni.
“Tua nonna è in camera sua, dove vuoi che sia…Ma fatti vedere”, aggiunse poi prendendolo per le guance, “sei pallido, smunto…non è che ti sei preso qualche malattia sessuale, vero?”
Cristiano desiderò essere sull’Eurostar che lo avrebbe riportato a Milano, lontano da quel finesettimana romano che sua madre avrebbe reso un inferno.
“Che poi pulisse bene, Bélle”, riprese sua madre mollandogli le guance di scatto e passando il dito sul mobile per testarne la polvere con un polpastrello.
“Vado a salutare la nonna”, disse Cristiano.
“Vai, vai, snobbami pure e spendi il poco tempo che potremmo passare insieme con la madre di tuo padre!”
La gentile signora che mi ha cresciuto - fu tentato di dire Cristiano - mentre tu eri impegnata a tradire papà. E che per giunta sfrutti per avere una villa come casa e una filippina come domestica.
Si morse la lingua e salì le scale, mentre sua madre continuava a borbottare.
Finita la rampa, Cristiano sentì le voci del televisore provenire dalla porta chiusa della stanza più lontana del corridoio.
Cazzo, ma quanto sorda è diventata?
Esitò un attimo di fronte alla porta chiusa, poi entrò.
Il volume del televisore era intollerabile. Brooke se ne stava tra le braccia di Ridge in una scena identica a quella in cui li aveva lasciati 10 anni prima.
“Ciao nonna.”
Lei non sentì. Cristiano ne approfittò per guardarla. Se ne stava nella poltrona come un Buddha nel suo tempio. Era invecchiata e a Cristiano parve inerme adesso che era costretta a passare le giornate tra il letto e la poltrona; lei così vitale e energica sempre intenta a fare qualcosa quando lui era piccolo. Si sentì osservata, perché stacco gli occhi umidi dallo schermo e si voltò verso di lui.
“Ooooohhhhhhhhhhh”, urlò a un volume più alto di quello del televisore, “ Cristianooooooooooo….”
A Cristiano venne voglia di piangere. Sentì le lacrime agli occhi, le ricacciò dentro a forza e la abbracciò.
“Ciao nonna, come stai?”
Lei non capì e continuò ad abbracciarlo e baciarlo ovunque.
“Nonna”, disse lui staccandosi, “possiamo spegnere la televisione?”
“Certo che ho il magone…sarà un anno che non ti vedo.”
Le conversazioni con sua nonna prendevano forzatamente la direzione che lei imprimeva da un paio d’anni a questa parte.
“Nonna, ma sono venuto a Roma meno di un mese fa…”
Cristiano spense la TV.
“Bruc è tornata con Ricci.”
“Ridge, nonna, si chiama Ridge”
“Eh?”
“Niente, lascia stare”, disse lui più a sé stesso che a sua nonna.
“Allora, come va il lavoro? Sei ingegnere, vero?”
“Nonna, è papà l’ingegnere…”
“Fai il ferroviere????”
“No”, mentì Cristiano urlando, “certo che faccio l’ingegnere.”
“Io prego tutte le mattine per te, perché il Signore ti dia tanta salute, un buon lavoro, una bella fidanzata…ce l’hai la fidanzata, vero?”
Cristiano sentì la voce di Erika che gli diceva: “E’ finita tra noi. F.I.N.I.T.A., THE END!”
“Certo nonna, è bellissima.”
“Come?”, fece lei sporgendosi dal letto verso la poltrona dove stava seduto Cristiano.
“E’ BELLISSIMA!”
Sua nonna fece di sì con la testa e sorrise:
“Del resto un bel ragazzo come te…ma quale ragazzo, tu sei un uomo…ma tagliati quei capelloni lunghi, ti vanno tutti negli occhi...”
Lui sorrise.
“E tu preghi vero?”, riprese lei.
A Cristiano venne in mente il parrocchiano sul treno.
“Certo che prego…tutte le mattine”, urlò in risposta.
La nonna parve sollevata.
“Cristianooooo!!!!”, la voce di sua madre da sotto.
“La mamma mi chiama”, spiegò a sua nonna sospirando. Fece per alzarsi ma la mano di sua nonna lo trattenne.
“Non la giudicare male. Non sarà la madre più brava del mondo, ma ti vuole un sacco di bene. Purtroppo noi donne non nasciamo mamme. Impariamo. E alcune sono un po' più dure di altre. A me è successo così, con tuo padre è andata male, ma ho avuto una seconda possibilità con te.”
Fece una pausa.
“Dai una seconda possibilità a tua madre.”
Cristiano la abbracciò di slancio.
“Ti voglio bene, nonna.”
“Che gonna!?!?”
Cristiano la baciò di nuovo e scese ad affrontare sua madre.

6 commenti:

filsero ha detto...

Mi piace vedere come una storia nasce, trova la sua direzione, raccoglie personaggi e intrecci seguendo l'apparente casualità dell'ispirazione...Forse non è andata proprio così ma mi piace pensare che, quando ancora era sul treno, Cristiano non sapesse che stava andando a trovare quella madre così svanita e petulante, quella nonna tanto sorda quanto dolce e il groviglio di una situazione familiare ancora tutta da dipanare...

Anonimo ha detto...

E' proprio così...sul treno Cristiano era ignaro di tutto e mentre lui viaggiava io tessevo il suo futuro... il terzo episodio è quello che dà il via alla vera storia che ho in mente, lo leggerete presto...

Anonimo ha detto...

non smetti mai di sorprendermi.. ma ormai dovrei averci fatto l'abitudine...!!!! sei sempre il migliore... continua così!!!! ...e la curiosità per il seguito continua a crescere...

lo zoccolo duro dei tuoi fan!

filsero ha detto...

Ehi fan di massi, avete già fondato il club? fatemi sapere, sarò sicuramente dei vostri!

Fabio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabio ha detto...

Correggo il post precedente...qui vorrei esprimere un commento...Avrei incorniciato maggiormente la parte "lucida" del discorso della nonna. Un lettore disattento o superficiale potrebbe addirittura prenderla per una involontaria distonìa. Se vuoi produrre best sellers devi puntare anche alla fascia di lettori un po' "de coccio".