mercoledì 21 marzo 2007

II - L'Importanza delle Lingue

I - II - III - IV - V - VI - VII

Quando mi risveglio, per un attimo non capisco dove mi trovo. Poi riconosco la poltrona, la lampada sopra la mia testa, gli strumenti; mi tornano alla mente il dentista con la faccia da tartaruga e la sua assistente e allora ricordo.
La mia lingua!
Provo a muovere le gambe e le braccia e ringrazio il cielo che entrambe adesso rispondono agli impulsi che arrivano dal mio cervello.
D’istinto apro la bocca e cerco con le dita il pezzo di carne che il dentista mi ha strappato con le tenaglie. Inaspettatamente la lingua è lì. Me la tocco e me la ritocco incredulo.
Ma come è possibile se un attimo prima…“Ah, allora è vivo?”, l’assistente spunta da dietro una porta con in mano gli strumenti sterilizzati.
La sua voce è vispa e arzilla e naturalmente ha stampato in faccia un sorriso che le va da un orecchio all’altro.
“Doveva essere davvero stanco per addormentarsi mentre il dottore le faceva l’otturazione. L’ho visto succedere molto di rado.”
Sono senza parole, ma non senza lingua.
Mi sono addormentato? Non riesco a ricordare il momento in cui la realtà ha lasciato il posto al mondo onirico.
“Io..”, balbetto non sapendo che dire.
“Oh, non si deve scusare, può capitare…Se ora vuole alzarsi, l’accompagno alla reception per prendere il prossimo appuntamento.”
Non è un invito, è un ordine. Io mi alzo mio malgrado dalla poltrona e un po’ traballante e del tutto frastornato faccio per seguire la ragazza.
Mi fermo di colpo perché con la coda dell’occhio vedo qualcosa che attira la mia attenzione. E’ una scatolina di metallo piena di…cosa sono? Sembrano fette di arista cruda tagliate molto spesse.
La sederona si volta e nota dove è diretto il mio sguardo. Con una prontezza sorprendente per la sua stazza mi scavalca e corre verso il contenitore chiudendolo con un coperchio. Per una frazione di secondo il sorriso è sparito e un’aria stizzita e vagamente contrariata ha invaso il suo faccione. E’ stato un attimo, ma l’ho notato.
Torna a sorridere amabilmente e mi dice:
“Se vuole seguirmi…”
Vado verso l’uscita in silenzio ma non riesco a smettere di pensare a quelle fette di arista. Cerco di scacciare dalla mia testa l’idea che fossero lingue. Perché lingue è quello che sembravano, magari strappate ai precedenti pazienti. Senza accorgermene torno a toccarmi la lingua per convincermi che dentro la scatola di metallo c’erano davvero fette di arista. La lingua è sempre lì e scuotendo la testa mi dico che la notte devo dormire di più invece di ubriacarmi con quei cazzoni di Fabio e Luca.
“Se le va bene ci vediamo martedì prossimo, così il dottore termina l’intervento…alle 18:00 come oggi le va bene?”
Faccio di sì con la testa, prendo il promemoria che la receptionist mi mette in mano e ancora inebetito per questa esperienza surreale esco e prendo l’ascensore.
Premo “T” e mi volto verso lo specchio ad osservarmi. Ho gli occhi cerchiati e le pupille iniettate di sangue.
Sì, decisamente devo dormire di più.
L’ascensore arriva al piano terra e faccio per aprire la porta. Poi ci ripenso, mi volto di nuovo verso lo specchio e tiro fuori la lingua.
Tutto ok, mi dico. E’ lì al suo posto.
Poi mi guardo meglio. Non so come mai, ma c’è qualcosa di diverso. Non che passi le giornate a fare linguacce allo specchio, ma c’è davvero qualcosa di strano. Cerco di stendere la lingua più che posso e la allungo all’inverosimile.
E’ in quel momento che li noto.
I punti di sutura sono piccoli, ma non invisibili: questa non è la mia lingua.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

MAMMA MIA!!!
non mi deludi mai!!!!
a parte il terrore che avrò d'ora in poi ogni volta che varcherò la soglia dello studio del mio sadico (ma non COSI' sadico) dentista... la domanda nasce spontanea: perchè questa ricerca di lingue?? cos'hanno di speciale??? e perchè non uccidere direttamente gli "slinguati"??? perchè privarli della loro lingua per un'altra qualsiasi?? e da dove vengono le lingue *scambiate*???? insomma... sono senza parole ma... COL CAVOLO CHE RIMANGO A BOCCA APERTA!!!!!! bacio!

Anonimo ha detto...

grazie fan anonimo!

Francesca ha detto...

...semplicemente fantastico l'episodio 2! :))

Monica ha detto...

Devo dire che questo secondo episodio mi è proprio piaciuto...
il massimo l'hai raggiunto con Sembrano fette di arista cruda tagliate molto spesse.
Non amo il genere, ma questa ironia macabra mi piace proprio.
Attendo con ansia il III episodio.
Questo l'hai chiuso benissimo...

cantiere ha detto...

Anche io ho letto tutti e due i racconti. Sai già come sarà il finale? Gemellaggio O.K.
C'e un racconto su avanzi.splinder.com

filsero ha detto...

E' raffinato questo tuo gioco col Lettore, da scrittore scafato, altro che apprendista!! Dopo lo stordimento del primo racconto gli fai credere che fosse tutto un sogno, come se avessi adottato la più banale delle soluzioni narrative per spiegare l'assurdo che irrompe nella narrazione, glielo fai credere fino alla fine, quando lo specchio rivela i punti di sutura e la sua faccia di Lettore sorpreso. C'era cascato anch'io, ho pensato -deluso- che fosse davvero un sogno, eppure ti conosco. E' che quando leggo una bella storia divento il più ingenuo e credulone tra i lettori.

@cantiere: scusa, ti avevo messo io il commento sul tuo blog senza firmarmi! devo apprendere anche un po' di netiquette (ma si usa ancora questo vocabolo?) oltre che la scrittura creativa :)
Corro subito a leggere le novità su Avanzi.

Anonimo ha detto...

@francesca: grazie!

@monica: il terzo episodio è il mio preferitoper ora...stay tuned!

@filsero: come potevo deluderti...

@cantiere: per adesso ho già scritto altri due episodi di questa storia e ho una vaga idea di come finirà...anche se, al solito, scrivendo, è probabile che la direzione cambierà...
verrò a leggere il racconto sul tuo blog presto...